La domanda di SSD e memoria NAND flash è in continua crescita a scapito degli hard disk. Per questo motivo Western Digital ha preso la decisione di chiudere un impianto di produzione di hard disk a Petaling Jaya, Malesia, entra la fine del prossimo anno.

L’azienda è attiva nel paese asiatico dal 1973, da quando si occupava di produrre semiconduttori, per poi passare gradualmente alla realizzazione di hard disk consumer ed enterprise. In seguito Western Digital ha ampliato l’impianto di Petaling Jaya, aggiungendo un centro di ricerca e sviluppo con un investimento da 1,2 miliardi di dollari.

Due anni fa WD ha iniziato a rivedere le proprie priorità in base alle richieste di mercato. HGST Technologies Malaysia, una delle sussidiarie di WD, ha chiuso le porte della sua fabbrica di Bayan Lepas. Quando ciò accadrà anche con l’impianto di Petaling Jaya, l’azienda non avrà altra scelta che spostare la produzione di hard disk sulle fabbriche rimanenti. WD ha altri due impianti produttivi in Thailandia, a Bang Pa-In e Prachinburi.

La chiusura dell’impianto non significa che WD sta abbandonando la Malesia. L’azienda ha impianti di produzione del substrato utile ai propri dischi a Johor e Kuching. A Penang invece ci sono linee di assemblaggio e test degli SSD, ma anche uffici di ricerca e sviluppo. Insomma, è una semplice presa di coscienza dei tempi che cambiano.

Stando a un portavoce di WD, l’obiettivo è espandere la capacità produttiva di SSD, e non a caso proprio a Penang entrerà in funzione nei prossimi mesi un secondo impianto dedicato. Da non dimenticare poi il rapporto di WD con Toshiba.

L’azienda statunitense è quindi ben posizionata per affrontare le future richieste del settore tecnologico, mantenendo però, in modo più razionale (e più sano per i conti finanziari), una buona capacità di produzione degli hard disk, ancora molto richiesti in tutti i settori, sebbene non più come un tempo.